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I trend di viaggio per l'anno 2021

  • Annalisa Briganti
  • Thursday, Jan 28, 2021
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Nel 2020 l’emergenza Coronavirus ha stravolto l’industria del turismo, in ogni suo aspetto.

Come ho giá menzionato in un altro mio precedente post, tutto il settore, dalle grandi compagnie aeree al piú piccolo hotel stagionale, non possono fare altro che reagire, analizzare la situazione, comprendere i trend ed attuare di conseguenza

Come Revenue Manager devo mantenermi informata sui movimenti del settore per poter offrire ai miei clienti delle previsioni che siano il piú realistiche possibile. Certo è complesso in questo momento capire con certezza cosa accadrá nel 2021, tuttavia alcuni punti si stanno giá delinenado chiaramente.

La voglia di viaggiare e scoprire luoghi nuovi dei viaggiatori fortunatamente non è sparita, ma si è modulata ed adeguata alle restizioni e regolamentazioni vigenti, facendo esplodere un nuovo trend e riuscendo perfino a far coniare un nuovo termine, “staycation” ovvero il fenomeno della vacanza vicino casa che ha portato, nel nostro caso, gli italiani a riscoprire la propria regione, o comunque a rimanere nei limiti del territorio nazionale, prescindendo da voli aerei ed usando per lo piú l’auto (vista la corta distanza), ed il treno, ed accorciando la durata della vancanza (+50% di vacanze brevi rispetto al trimestre lug-sett del 2019).

Questa tendenza sicuramente si consoliderá anche nel 2021.

Altro trend che sicuramente è da segnalare è quello “last minute”, ovvero prenotazioni fatte con pochi giorni di anticipo, vista l’incertezza di poter realizzare un viaggio con molto tempo di anticipo. Il lasso di tempo tra prenotazione e realizzazione del viaggio si è ridotto di 12 giorni, secondo una nota piattaforma online di voli e prenotazioni alberghiere.

Per quanto riguarda le mete, nel 2020 abbiamo assistito alla riscoperta di piccoli borghi, localitá montane e piccoli comuni a vocazione culturale, storico-artistica o paesaggistica (+6,5% rispetto al 2019). La scelta degli italiani si è orientata quindi verso destinazioni meno consuete, presumibilmente meno affollate e con una più ampia ricettività di tipo extra-alberghiero.

La resilienza è una prerogativa umana essenziale per adattarsi al cambiamento, ma deve essere anche una qualitá aziendale. I turisti ce lo hanno dimostrato: l’importante non è quanto si va lontano, ma quello che si scopre!

(Fonti: Istat, Volagratis, Amadeus, GIST)